Giovedì 5 Giugno 2025

Inclusione è guardare l’altro come ad un’opera d’arte

Troppo spesso l’inclusione in azienda viene tradotta in azienda in una lista di categorie “da includere”:

  • donne
  • giovani
  • disabili
  • over 50
  •  “categorie protette” (già il termine è tutto un programma)

Si fanno programmi, corsi, policy, target con le migliori intenzioni , eppure, nel tentativo di includere qualcuno, finisce che qualcun altro si sente escluso e si arrabbia. Anche giustamente.

Perché ogni volta che semplifichiamo, riduciamo l’altro a una casella. Quando l’inclusione diventa uno schema da riempire, ci si allontana dal  suo senso originario, la relazione e si offusca  la sua emozione più profonda , la meraviglia

Gli infiniti strati della diversità

Quando entriamo in un museo e ci troviamo davanti a un’opera d’arte, la prima cosa che proviamo – se siamo abbastanza presenti – è meraviglia. Non ci chiediamo: “Sarà abbastanza rappresentativa?”, “Questa pennellata è conforme?” “mi sto relazionando correttamente con quest’opera”

No. Stiamo lì. Guardiamo. Ascoltiamo. Ci lasciamo toccare. Ecco, forse il vero senso della diversity & inclusion dovrebbe partire proprio da qui.

La diversità è fatta di migliaia di  strati di unicità. Infiniti. Invisibili. Indecifrabili.

Colei che viene esclusa perché ama indossare vestiti a fiori e colorati mentre le sue colleghe sono tutte in tailleur

Colui che non osa parlare di burnout quando tutti sembrano entusiasti di rimanere in ufficio fino a tardi.

Coloro che la pensano diversamente dal capo ed e sono per questo silenziosamente esclusi dalle riunioni importanti.

Tutti fuori dalle categorie tradizionali della Diversity. Ognuno dentro la sua storia. La sua complessità. Il suo strato invisibile.

La verità è che non sappiamo mai davvero chi abbiamo davanti e quanto possa essere infinitamente diverso da noi e proprio per questo infinitamente bello e sorprendente Ed è questo che dovrebbe attivare il gesto più umano di tutti: meravigliarsi.

l’inclusione non è una categoria da spuntare, è un atto di meraviglia quotidiana.

La vera inclusione non nasce da un regolamento. Nasce da uno sguardo che dice: “Voglio scoprire chi sei, non cosa rappresenti.”

Serve uno sguardo più lento. Più curioso. Meno ideologico, più umano.

E serve soprattutto il coraggio di non volersi decifrare  subito. Perché la bellezza, come le persone, a volte chiede tempo.

Ogni persona è un’opera unica. Magari difficile da leggere. Magari scomoda. Magari imperfetta.

Ma se smettiamo di giudicarla con la checklist e iniziamo a stare in ascolto, allora forse l’inclusione sarà un po’ meno strategia, e un po’ più gesto d’amore.

Irene Morrione
Irene Morrione
Irene Morrione, Founder di Into the change, appassionata divulgatrice di un pensiero controcorrente sui temi di sviluppo professionale e organizzativo. Autrice di numerosi articoli scientifici e del libro “La leadership sinergica” edito da FrancoAngeli nel 2022. Dal 2025 è Linkedin Top Voice

Rimaniamo in
contatto

Ogni mese ti mandiamo “ONDA” la newsletter per i naviganti della complessità, dell’imprevisto e della trasformazione.




    Continua la lettura

    7 mesi fa

    Equità, trasparenza e cultura organizzativa

    Fino a qualche anno fa, parlare di stipendi in azienda era quasi un tabù. Nel 2026, invece, sarà sempre più un indicatore di maturità organizzativa. Equità, trasparenza retributiva e cultura organizzativa...
    Leggi l'articolo
    11 mesi fa

    L’ufficio D&I non dovrebbe esistere.

    Me lo ha detto, con lucidità e coraggio, un manager di una grande azienda italiana multinazionale, proprio all’interno del suo stesso ufficio Diversity & Inclusion. Una frase che spiazza. Ma è...
    Leggi l'articolo
    12 mesi fa

    Non è l’ape ad avere un problema, è l’alveare. Pensare sistemico per leggere i sintomi organizzativi.

    D’estate mi capita spesso di vedere un’ape arrivare da sola. Atterra su una fetta di cocomero, si aggira tra i fiori, si ferma sul bordo di un bicchiere. Sembra un...
    Leggi l'articolo
    1 anno fa

    La sostenibilità umana comincia alle 18:01

    Nel mondo aziendale parliamo spesso di sostenibilità: sostenibilità ambientale, economica, sociale. Ma c'è una sostenibilità che resta nell'ombra e che pure è cruciale: la sostenibilità umana. Ne parlava già Brunello Cucinelli...
    Leggi l'articolo
    1 anno fa

    X Factor e provini da incubo: gli HR alle prese con l’effetto Dunning-Kruger

    #illavorovistodaaltrove Gestire chi vuole fare carriera senza avere le giuste conoscenze, competenze ed esperienze. Le aziende sono piene di aspiranti Beyoncè che non beccano una nota. Giovani candidati che parlano con sicurezza...
    Leggi l'articolo
    1 anno fa

    Dissenso intelligente: gli anticonformisti vanno premiati

    Nelle organizzazioni si creano onde potenti. Onde di pensiero dominante. Onde di conformismo. Onde di “qui abbiamo sempre fatto così”. Per la serie "il lavoro visto da altrove", nel film L’Onda...
    Leggi l'articolo
    1 anno fa

    Follemente: siamo tutti affollati dentro…anche al lavoro

    Follemente: siamo tutti affollati dentro...anche al lavoro Nel film Follemente, l’ultimo di Paolo Genovese, i due personaggi non sono mai soli. Dietro ogni parola, gesto o esitazione ci sono le voci...
    Leggi l'articolo