Nel mondo aziendale parliamo spesso di sostenibilità: sostenibilità ambientale, economica, sociale. Ma c’è una sostenibilità che resta nell’ombra e che pure è cruciale: la sostenibilità umana.
Ne parlava già Brunello Cucinelli diversi anni fa: il rispetto della dignità del lavoro, del tempo delle persone, della bellezza nei luoghi e nelle relazioni.
Eppure, ci sono comportamenti diventati “norma”, che di sostenibile non hanno nulla. E che invece logorano, prosciugano, consumano.
Eccone sette, tanto diffusi quanto tossici:
1. Scrivere (e pretendere risposta alle mail) dopo le 18:00
Non è dedizione. Non è leadership. È una silenziosa invasione dello spazio vitale altrui. Serve davvero? O è solo ansia travestita da urgenza?
2. Scambiarsi feedback negativi via email o chat
Il digitale è comodo, ma i feedback sono carne viva. Un messaggio freddo, asettico, può ferire più di quanto immagini. Il confronto vero, quello che aiuta a crescere, si fa guardandosi negli occhi.
3. Iniziare le riunioni senza chiedere “Come stai?”
Abbiamo trasformato le agende in campi di battaglia. Ma se vogliamo costruire relazioni autentiche, dobbiamo prima riconoscere l’umano. Cinque secondi di interesse sincero valgono più di cento slide.
4. Fare brainstorming con gerarchie troppo presenti
Se c’è il boss, nessuno osa. O peggio: tutti dicono quello che il boss vuole sentire. La creatività ha bisogno di ossigeno, non di controllo.
5. Riempire le agende senza lasciare spazi vuoti
Una giornata senza margini è una giornata senza respiro. E chi non respira, non pensa. Non ascolta. Non guida.
6. Trattare le persone come “risorse” da ottimizzare
Siamo umani, non spreadsheet. I migliori risultati non arrivano spremendo, ma nutrendo.
7. Celebrarsi solo per i risultati, mai per il processo
Se chi arriva primo ha lasciato dietro sé una scia di macerie emotive, non è un vincitore. È solo uno che ha corso male. Chi ha vissuto il viaggio magari non ha vinto, ma ha imparato tanto
Umani, prima di tutto
La sostenibilità umana non è una moda. È una scelta. Una postura. Un atto di cura. Verso noi stessi, verso gli altri, verso le organizzazioni in cui viviamo.
Quali comportamenti “normali” vi sembrano profondamente non sostenibili?


