Living with change

Nuovi modelli di gestione del cambiamento nelle organizzazioni : da gestire l’emergenza a stare con l’emergente

Il virus  di sicuro è un emergenza per le organizzazioni , ma è la prima? Sarà forse l’ultima? Oppure possiamo considerarlo come uno dei tanti fenomeni emergenti con i quali ci troveremo a dover convivere nei prossimi anni?

Mi trovo spesso ad accompagnare le aziende in processi di cambiamento: ristrutturazioni, acquisizioni , fusioni, introduzione di nuovi tool tecnologici. La richiesta di solito è: c’è questo cambiamento urgente da fare, aiutaci a fallo digerire alle persone. Proprio “digerire” come se fosse un boccone amaro da indorare.

Il modello di riferimento che si applica nelle organizzazioni  è spesso ancora quello elaborato da  kubler ross negli anni 70 partendo dallo studio delle reazioni dei parenti che avevano perso una persona cara. Il cambiamento che crea una curva emotiva attraverso diverse fasi: choc, rabbia, depressione, accettazione, integrazione.

E così per anni questo modello ha fatto da guida agli interventi di change management che sostanzialmente consistevano nell’aiutare le persone a gestire il cambiamento come emergenza e come perdita accelerandone il processo di accettazione.

Bene il coronavirus  ci sta insegnando che il modello è insufficiente. Perché al giorno d’oggi ci può essere un virus,  un mercato che collassa, una tecnologia dirompente, un nuovo player straniero, una guerra inaspettata, eventi  che rendono gli scenari costantemente instabili. Il cambiamento nelle organizzazioni è diventato una costante non più un evento puntuale, qualcosa simile ad un ‘onda del mare che si propaga . Sarebbe quindi più utile abbracciare un modello tipo questo in cui il cambiamento è un processo infinito che passa attraverso 4 fasi : disruption, chaos, emerging order e new relationship per poi ricominciare.

La capacità fondamentale, in particolare dei leader diventa quindi quella non di gestire l’emergenza ma di saper stare con l’emergente: maneggiare il chaos, la complessità , imparare a navigare nel dubbio  proprio come stiamo facendo in questi gironi

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