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L’intuizione: come prendere la decisione giusta

Alla scoperta della qualità più sottovalutata e forse più importante per i leader nel mondo “VUCA”.

L’intuizione, secondo il  Vocabolario Treccani, è la «conoscenza diretta e immediata di una verità, che si manifesta allo spirito senza bisogno di ricorrere al ragionamento, considerata talora come forma privilegiata di conoscenza che consente, superando gli schemi dell’intelletto, una più vera e profonda comprensione (e, a volte, creazione) dell’oggetto». È un processo attraverso il quale non si arriva ad una verità attraverso il pensiero, ma utilizzando il cuore e lo spirito.

L’intuizione. Una qualità fondamentale per i leader di oggi.

Il mondo moderno è sempre più “VUCA” l’acronimo inglese che sintetizza le sfide principali che le aziende si trovano ad affrontare nella società odierna: volatility, uncertainty, complexity, ambiguity.

La pandemia ha esasperato le caratteristiche del mondo in cui viviamo, portando spesso ad una situazione di information overload. Tale sovraccarico  di informazioni può portare a sua volta ad una paralisi decisionale e ad un’ambiguità di interpretazione dei dati che i manager ricevono e in base ai quali devono decidere. In questo contesto la capacità di possedere nella propria cassetta degli attrezzi un metodo diverso per prendere le decisioni, alternativo rispetto a quello razionale, e basato sull’intuizione può costituire un grande vantaggio competitivo sul mercato. Questo vantaggio permette non tanto di andare veloci, quanto di arrivare prima degli altri. Oggi l’intuizione, che si fonda sui  talenti, le forze e le esperienze che ognuno di noi possiede, in un momento in cui la competizione nel mercato è in continua evoluzione, si rivela perciò un asset di fondamentale importanza per i leader nelle organizzazioni.

Occorre far notare, tuttavia, che esiste una controindicazione delle intuizioni applicate alla leadership: usare l’intuizione in contesti dominati da logiche razionali, da sistemi analogici e dall’intelletto, è altamente controproducente. Ciò avviene perché non è ben chiaro cosa sia un’intuizione, spesso confusa con l’istinto, ovvero con un’emozione.

Caratteristiche dell’intuizione.

L’intuizione, in primo luogo, è emotivamente neutra: come appena accennato, al contrario di quello che si potrebbe pensare non è legata ad un’ emozione, diversamente dall’istinto.  Ad esempio, immaginando di trovarci in una strada del centro di Roma in piena notte, di sentire alle nostre spalle dei passi e di essere poi improvvisamente rapinati, il giorno dopo, trovandoci nella stessa situazione, cambieremmo strada al primo rumore sospetto, magari per poi scoprire che dietro di noi stava passeggiando un’ innocua signora anziana. In questo caso, il gesto istintivo di allontanarci, derivante dalla paura e legato ad un’esperienza precedente, non ha a che fare con l’ intuizione.

In secondo luogo, l’intuizione non è verbale: non è un discorso, non ha una spiegazione, è un’indicazione precisa e non articolata. In questo senso possiamo paragonarla a colui che, seduto al posto del passeggero, mentre stiamo guidando, ci dice di girare a destra e poi a sinistra per raggiungere la nostra destinazione. Questa persona, che sa dove ci dobbiamo dirigere e ci dà un’indicazione per volta, rappresenta la nostra parte intuitiva. Procedere per intuizione significa fare qualcosa senza sapere perché.  Al contrario, il procedimento razionale potrebbe essere paragonato ad una situazione in cui sappiamo dove dobbiamo andare e seguiamo le indicazioni di un navigatore satellitare per giungere a destinazione.

Secondo Raffaele Morelli esiste una forza germogliatrice  dentro di noi che ci porta a diventare ciò che già siamo,  a esprimere la nostra vera natura, che non sempre corrisponde a ciò che crediamo di essere. La ghianda sa che, se nulla interferisce, diventerà una quercia; allo stesso modo, il nocciolo di pesco diventerà un albero di pesco e non un ciliegio. Tuttavia, nella vita di tutti i giorni, volendo  adeguarci agli standard imposti dalla società, interferiamo spesso con il processo intuitivo-realizzativo che, in assenza di ostacoli, avverrebbe spontaneamente. Tim Cook,  quando racconta il passaggio da Compaq ad Apple, di cui è CEO dal 2011, spiega che quando Steve Jobs gli propose di collaborare con lui, dopo aver fatto una lista dei pro e dei contro che vi sarebbero stati nell’accettare o meno l’incarico si rese conto che ogni considerazione razionale gli avrebbe suggerito di rifiutare il lavoro e restare in Compaq, all’epoca la multinazionale di maggior successo nel mondo hardware. Invece, dopo un breve colloquio con Steve Jobs, decise di accettare il lavoro, poiché dentro di sé sentiva che quella era la cosa giusta da fare. La scelta di Tim Cook con il tempo si è effettivamente rivelata la migliore perché, come afferma lui stesso, è stata fatta seguendo il proprio intuito. Il segreto, infatti, è essere in grado di ascoltare l’intuizione dentro di noi.

Le tre fasi dell’intuizione.

Il primo step è la presenza. Se si è sopraffatti dai pensieri difficilmente si riesce ad ascoltare questa voce dentro di noi. L’intuizione è difficile da cogliere, flebile e dura un attimo. Spesso le persone più intuitive riescono a sviluppare una maggior consapevolezza di pensiero grazie a pratiche come la meditazione o l’approccio mindfulness.

La seconda fase è rappresentata dall’intuizione stessa, durante la quale si verificherebbe, secondo alcuni studi,  un chiaro segnale fisiologico: l’accelerazione del battito cardiaco.

Infine, la terza fase è quella della “fiducia adattabile”: affinché l’intuizione venga messa in pratica occorre essere fiduciosi, ascoltare la flebile voce dentro di noi ed  avere il coraggio di seguirla, se necessario cambiando completamente strada.

Lavorare sull’intuizione e prendere  in considerazione questo nuovo modo di fare decision-making è un’attività che ci spinge fuori dalla nostra zona di confort. Eppure, solo aprendo la porta a questa possibilità e praticando un distacco dai nostri pensieri e da come siamo soliti prendere le decisioni,  diventeremo sempre più abili nel cogliere le intuizioni dentro di noi e nel metterle in atto.

Irene Morrione

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