D’estate mi capita spesso di vedere un’ape arrivare da sola. Atterra su una fetta di cocomero, si aggira tra i fiori, si ferma sul bordo di un bicchiere. Sembra un essere solitario. Eppure… sappiamo bene che dietro ogni ape c’è un intero sistema.
Le api sono uno degli organismi collettivi più affascinanti del pianeta. Nessuna sopravvive da sola. Ognuna agisce in connessione continua con l’alveare. E ciò che fanno (o non fanno) racconta sempre lo stato del sistema.
Che metafora potente per la vita nelle organizzazioni!
Il manager cerca l’ape pigra
Nelle organizzazioni, quando qualcosa non va, cerchiamo “il colpevole”. Chi rallenta? Chi è demotivato? Chi non performa?
Ma se invece di un’ape pigra fosse l’alveare a non funzionare? Se il comportamento del singolo fosse un segnale di squilibrio sistemico, e non un difetto personale?
Nelle api, il benessere dell’alveare dipende da moltissime variabili: temperatura, accesso ai fiori, salute della regina. Quando una singola ape cambia comportamento, l’intero sistema se ne accorge e si adatta. Nessuno si mette a rimproverare la singola ape.
Il problema è quasi sempre relazionale
Come coach e facilitatrice, mi capita spesso di ricevere richieste come:
“Abbiamo un problema con una persona: è negativa, non collabora, è bloccata.”
Ma appena si osserva meglio il sistema, emerge che quella persona sta solo dando voce a un disagio più profondo. Sta agendo, inconsapevolmente, come un sensore. Il suo “blocco” è in realtà un allarme: qualcosa nell’ambiente, nei flussi di comunicazione, negli
Se ti concentri sull’ape, perdi il senso del tutto Serve una cultura manageriale capace di leggere:
- Le dinamiche invisibili del gruppo
- I ruoli impliciti che le persone giocano
- Le relazioni che amplificano o inibiscono certe reazioni
Non servono processi sanzionatori, ma strumenti di ascolto profondo, analisi delle connessioni
3D mapping : un esercizio per guardare il sistema con occhi nuovi
Quando lavoriamo con i team utilizziamo spesso il 3D Mapping, uno strumento della Theory U che permette di rappresentare fisicamente il sistema. Ogni persona sceglie un oggetto per sé, e il team sceglie dei rappresentanti anche per i principali stakeholder (clienti , mercato etc) … e li dispone nello spazio. Senza parlare. Solo osservando.
È sorprendente vedere come, anche nei gruppi più razionali, emergano configurazioni che raccontano ciò che non si riesce a dire: ruoli centrali e periferici, distanze emotive, silenzi organizzativi. Nella seconda parte si può cambiare la configurazione verso “il miglior futuro possibile”
Il 3D Mapping è un modo potente per far emergere il campo sistemico. Non punta il dito, ma crea consapevolezza condivisa. Non cerca il colpevole, ma rende visibile ciò che serve cambiare nell’intero sistema
La leadership sistemica
Nei contesti contemporanei , caratterizzati da complessità crescente e incrementale , servono leader con un approccio sitemico , in grado di leggere e vivere il team e l’organizzazione come alveare. Per fare questo è nescessario che i leader lavorino sulla propria centratura emotiva e relazionale e sulla loro capacità non solo di operare nel sistema ma anche di leggere il sistema.


