Mercoledì 12 Marzo 2025

Nuovo anno: basta obiettivi, impariamo a lasciar accadere

Il nuovo anno è alle porte e, come sempre, ci sentiamo spinti a riempire il “foglio bianco” con liste di obiettivi ambiziosi: perdere peso, ottenere quella promozione, iniziare una nuova attività. Ma siamo sicuri che questo sia il modo giusto di cominciare? E se, invece di riempire, provassimo a svuotare? Invece di pianificare, ad ascoltare?

Forse il 2025 non è un foglio da scrivere, ma una musica da ascoltare mentre si compone, un’opportunità per prestare attenzione ai segnali sottili che ci dicono cosa vuole davvero accadere nella nostra vita.

Desideri vs. Bisogni: Quando la Volontà Oscura la Verità

Viviamo in una società che celebra la volontà, il desiderio, il raggiungimento. È l’epoca dei “manifest your goals”, dei calendari pieni, delle agende che non lasciano spazio al caso. Ma quante volte i nostri desideri coincidono davvero con ciò di cui abbiamo bisogno?

Spesso inseguiamo obiettivi che rispondono più a condizionamenti esterni – aspettative sociali, modelli di successo, confronti con gli altri – che a un’autentica connessione con noi stessi. Siamo così occupati a volere, che non ci fermiamo mai a sentire.

Eppure, c’è una grande verità: non sempre ciò che desideriamo ci rende felici. Per trovare la strada di un’autentica realizzazione, dobbiamo imparare a sentire oltre la mente. Ascoltare il corpo, le emozioni, le persone che ci circondano e persino i segnali sottili che il mondo ci manda.

I Segnali Deboli: Cosa Vuole Nascere, Cosa Vuole Morire

Invece di riempire il 2025 con desideri e traguardi, proviamo a lasciare spazio all’ascolto. I segnali deboli sono quelle piccole intuizioni, quelle sensazioni appena percettibili, che ci dicono cosa vuole emergere nella nostra vita – e cosa è ormai pronto per andarsene.

  • Cosa vuole nascere? Forse una nuova relazione, un progetto creativo, un nuovo modo di stare con noi stessi.
  • Cosa vuole morire? Magari un vecchio ruolo che non ci appartiene più, un’abitudine che ci pesa, o una relazione che non è più nutriente.

Questi messaggi non si palesano con chiarezza nella confusione del fare. Li possiamo percepire solo nella calma, nella presenza.

L’Importanza di Essere Presenti

Essere presenti significa fermarsi. Non per pianificare, ma per osservare e sentire. È uno stato in cui ascoltiamo non solo la nostra mente, ma anche il nostro corpo, le nostre emozioni e il mondo intorno a noi. La presenza è il ponte che ci connette alla realtà autentica.

Immaginate una giornata in cui siete davvero presenti. In cui, invece di forzare le cose, lasciate che gli eventi e le emozioni si rivelino per ciò che sono. Come cambierebbero le vostre decisioni? Forse vi accorgereste che dietro a quella promozione che inseguite c’è solo un bisogno di validazione. O che dietro al desiderio di dimagrire c’è una richiesta più profonda di cura e amore verso voi stessi.

Il Coraggio di Lasciare Andare

Ascoltare i segnali deboli richiede coraggio. Significa accettare che alcune cose che pensavamo fossero essenziali per la nostra felicità potrebbero non esserlo davvero. E richiede anche la capacità di lasciare andare ciò che non ci serve più, anche se ci dà sicurezza o sembra “giusto” agli occhi degli altri.

Ma in questo lasciare andare c’è una grande libertà. La libertà di fare spazio al nuovo, all’autentico, al necessario.

Un Nuovo Anno, Un Nuovo Approccio

Quindi, per il 2025, ti invito a fare qualcosa di diverso. Mettiti in ascolto. Non riempire il tuo foglio bianco con obiettivi e desideri, ma lascia che sia lo spazio vuoto a parlare. Lascia che siano i segnali deboli, i piccoli indizi che ti circondano, a guidarti.

Chiediti:

  • Cosa vuole nascere nella mia vita?
  • Cosa è pronto per andarsene?
  • Dove posso lasciare spazio per ciò che è davvero importante?

E ricorda: la vera felicità non è sempre nella direzione dei nostri desideri, ma nel trovare ciò di cui abbiamo davvero bisogno.

Buon ascolto e buon 2025.

Irene Morrione
Irene Morrione
Irene Morrione, Founder di Into the change, appassionata divulgatrice di un pensiero controcorrente sui temi di sviluppo professionale e organizzativo. Autrice di numerosi articoli scientifici e del libro “La leadership sinergica” edito da FrancoAngeli nel 2022. Dal 2025 è Linkedin Top Voice

Rimaniamo in
contatto

Ogni mese ti mandiamo “ONDA” la newsletter per i naviganti della complessità, dell’imprevisto e della trasformazione.




    Continua la lettura

    8 mesi fa

    Ogni feedback è una dichiarazione d’amore (o di potere)

    Nel suo celebre articolo su Harvard Business Review, Marcus Buckingham ha affermato che “il feedback spesso danneggia le performance anziché migliorarle”. Perché? Perché molte volte non parliamo del comportamento dell’altro,...
    Leggi l'articolo
    1 anno fa

    Dallo smart working alla smart culture.

    Il 2025 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui il lavoro ha fatto un balzo evolutivo: flessibilità oraria, settimana corta, organizzazioni che si ripensano come ecosistemi agili. Ma attenzione: non basta...
    Leggi l'articolo
    1 anno fa

    Le ore molli del lavoro: Dalí e il tempo che si scioglie tra vita e azienda

    C’è un’immagine che, più di ogni altra, ha saputo catturare l’angoscia e la bellezza del tempo contemporaneo: un paesaggio onirico, statico e insieme inquieto, in cui orologi flosci si piegano...
    Leggi l'articolo
    1 anno fa

    HR 2025: da gestori di risorse a custodi del senso

    Il nuovo report Gallup è chiaro: solo il 23% delle persone nel mondo si sente davvero coinvolto nel proprio lavoro. Eppure, ogni CEO dice di volere engagement, motivazione, senso. Ogni...
    Leggi l'articolo
    1 anno fa

    Abitare lo spazio del non sapere: come la felicità (e il buon coaching) passa attraverso il lasciare andare

    Ce lo insegna in maniera molto semplice Baricco in questo pezzo di video da Fazio, ma in realtà non ci suona nuovo se pensiamo a tutte le filosofie orientali, alle...
    Leggi l'articolo
    1 anno fa

    Il David e la capacità di liberare la forma nel marmo

    #illavorovistodaaltrove Michelangelo disse: “Ho visto un angelo nel marmo e ho scolpito fino a liberarlo.” La sua missione era rimuovere tutto ciò che non era essenziale. Questo approccio ci invita a...
    Leggi l'articolo
    1 anno fa

    Smettere di etichettare, iniziare a immaginare: un invito agli HR e a tutti i Manager

    Ogni sei o dodici mesi, il rituale si ripete: arriva il tempo delle valutazioni. Le persone vengono passate al setaccio di scale numeriche, etichette colorate, griglie comportamentali. “Meets expectations”. “Exceeds...
    Leggi l'articolo