Lunedì 20 Marzo 2023

Quando il fallimento è intelligente

I fallimenti non sono tutti uguali

 

Nelle organizzazioni il tema del fallimento è un tema ancora piuttosto taboo, inizia ad essere okay parlare di gestione positiva dell’errore, ma fallire è qualcosa che le aziende come concetto ripudiano. In realtà esistono fallimenti e fallimenti, anche molto diversi tra loro. 

Secondo Amy Edmondson, ricercatrice di Harvard e autrice del meraviglioso concetto di sicurezza psicologica di cui abbiamo parlato qui, esistono tre tipi di fallimento

FALLIMENTO EVITABILE: 

Consiste in una deviazione dai processi conosciuti che porta a risultati indesiderati. Pensiamo ad esempio a una catena di montaggio di un auto dove al posto di un pezzo ne viene montato un altro, il danno farà si che tutta la vettura dovrà essere rivista. Questo tipo di fallimento è dovuto a lacune nel comportamento, nelle competenze o nel livello di attenzione delle persone che lavorano.

FALLIMENTO COMPLESSO:

Riguarda combinazioni uniche e inedite di eventi che producono risultati indesiderati. Pensiamo ad un incidente aereo dove la nebbia si unisce a un messaggio della torre di controllo che non viene ben compreso e a un aereo che atterra 5 minuti prima, mentre un altro sta decollando, il disastro che ne consegue è dovuto alla complessità di fattori che si sono combinati in modo inaspettato in una situazione familiare

FALLIMENTO INTELLIGENTE:

Si tratta dell’esplorazione di un territorio sconosciuto che porta ad un risultato indesiderato. Pensiamo a tutte quelle attività di sviluppo e progettazione di nuovi prodotto che poi per qualche motivo non funzionano come ci si era aspettati inizialmente, in questo caso il fallimento è dovuto dall’incertezza e dalla sperimentazione. 

Fallimento intelligente

Qual è problema delle organizzazioni rispetto al tema del fallimento?

Trattano tutti i fallimenti allo stesso modo. Viceversa, mentre il primo tipo di fallimento, quello evitabile, va eventualmente sanzionato, così come il fallimento complesso va analizzato e compreso, il fallimento intelligente va fortemente incoraggiato, nessuna innovazione è possibile senza contemplare la possibilità di fallimenti intelligenti.

Le aziende della Silicon Valley sono quelle che più hanno compreso questo concetto, si veda ad esempio l’approccio di Google in  questo TED dal titolo “The unexpected benefit of celebrating failure”. 

Per quanto questo possa essere spiegato ai singoli leader, è necessario nelle organizzazioni creare una cultura del fallimento intelligente, il che vuol dire che è okay fallire non solo a livello di individuo e di team, ma anche a livello più ampio e organizzativo. 

Come si fa? L’acqua fresca viene dall’alto, in questo caso è fondamentale agire sul mindset dei livelli più alti dell’organizzazione: azionisti, proprietari e amministratori delegati. Ma un primo passo sarebbe comunque iniziare a parlare con coraggio di fallimento in tutti i livelli dell’organizzazione.



Irene Morrione
Irene Morrione
Irene Morrione, Founder di Into the change, appassionata divulgatrice di un pensiero controcorrente sui temi di sviluppo professionale e organizzativo. Autrice di numerosi articoli scientifici e del libro “La leadership sinergica” edito da FrancoAngeli nel 2022. Dal 2025 è Linkedin Top Voice

Rimaniamo in
contatto

Ogni mese ti mandiamo “ONDA” la newsletter per i naviganti della complessità, dell’imprevisto e della trasformazione.




    Continua la lettura

    5 mesi fa

    L’eccellenza non è un valore, ma un risultato… e a volte è una trappola

    Negli ultimi anni ho lavorato con molti team, manager e organizzazioni ossessionate dall’eccellenza , tanto da inserirla nella loro carta dei valori (cosa che sconsigliamo di fare quando siamo noi...
    Leggi l'articolo
    7 mesi fa

    HR come attivatori di insight, non solo di processi.

    Oltre la delivery: quando il valore dell’HR non è ciò che completa, ma ciò che innesca C’è un equivoco silenzioso che continua a limitare il ruolo dell’HR nelle organizzazioni: l’idea che...
    Leggi l'articolo
    8 mesi fa

    Power to the Middle manager: rivalutiamo il gioco dei mediani

    I middle manager lavorano come i mediani di una squadra di calcio e sono altrettanto importanti e spesso altrettanto sottovalutati. Nel flusso continuo di cambiamento, trasformazioni digitali, riorganizzazioni e nuove...
    Leggi l'articolo
    10 mesi fa

    L’HR del futuro? Un architetto di ecosistemi umani.

    Il futuro dell’HR inizia quando le organizzazioni smettono di parlare di “gestione delle risorse” e iniziano a parlare di relazioni umane. Negli ultimi mesi, insieme a IUL – Università Telematica degli Studi e...
    Leggi l'articolo
    12 mesi fa

    L’HR come Critical Friend: il coraggio di dire verità scomode

    C’è un ruolo che nessuno assegna formalmente agli HR, ma che è diventato sempre più necessario nel contesto organizzativo odierno: quello del critical friend (brillante definizione coniata ad hoc dall'amico...
    Leggi l'articolo
    12 mesi fa

    Non è l’ape ad avere un problema, è l’alveare. Pensare sistemico per leggere i sintomi organizzativi.

    D’estate mi capita spesso di vedere un’ape arrivare da sola. Atterra su una fetta di cocomero, si aggira tra i fiori, si ferma sul bordo di un bicchiere. Sembra un...
    Leggi l'articolo
    1 anno fa

    La sostenibilità umana comincia alle 18:01

    Nel mondo aziendale parliamo spesso di sostenibilità: sostenibilità ambientale, economica, sociale. Ma c'è una sostenibilità che resta nell'ombra e che pure è cruciale: la sostenibilità umana. Ne parlava già Brunello Cucinelli...
    Leggi l'articolo