Mercoledì 12 Marzo 2025

Il corpo al lavoro: un alleato dimenticato nella gestione del cambiamento

Viviamo in un’epoca che celebra la mente, la razionalità, le competenze cognitive. Nelle organizzazioni, il corpo è spesso relegato al ruolo di semplice “contenitore” della mente: un accessorio che serve per portare il cervello in ufficio o davanti allo schermo del computer. Eppure, questa visione è profondamente limitante.

L’essere umano non è solo una mente pensante, ma un corpo che sente, percepisce e reagisce. Ignorare questa dimensione significa rinunciare a una parte fondamentale di ciò che siamo, di quella più intuitiva in grado di anticipare il cambiamento

La falsa dicotomia mente-corpo

L’idea che la mente e il corpo siano due entità separate ha radici lontane, nel pensiero cartesiano di René Descartes, con il famoso “Cogito ergo sum” (“Penso, dunque sono”). Ma molti filosofi, scienziati e psicologi contemporanei hanno confutato questa visione dualistica. Tra questi:

  • Antonio Damasio, neuroscienziato e autore del libro L’errore di Cartesio, dimostra come le emozioni e le sensazioni corporee siano essenziali per i processi decisionali. Senza il corpo, la mente non può funzionare.
  • Maurice Merleau-Ponty, filosofo francese, ha sottolineato che la percezione del mondo non avviene attraverso la mente in isolamento, ma attraverso il corpo, che è il nostro primo strumento di conoscenza e interazione.

Il corpo nel lavoro: un potenziale sottovalutato

Nella vita professionale, tuttavia, il corpo è praticamente ignorato. Si dà per scontato che tutto passi dalla testa: creatività, decisioni, produttività. Ma il corpo ha un ruolo fondamentale che può influenzare ogni aspetto del lavoro:

Intuizioni e percezioni

Il corpo è una fonte continua di segnali. Quella “sensazione di pancia” o quel “peso sulle spalle” che proviamo in certe situazioni non sono semplici metafore: sono il nostro corpo che comunica. Ascoltarlo può aiutarci a prendere decisioni più consapevoli per abitare la complessità contemporanea

Relazioni e comunicazione

Le relazioni professionali non si costruiscono solo con le parole, ma anche con il linguaggio non verbale: posture, gesti, tono di voce. Il corpo parla, anche quando non ce ne rendiamo conto, e saper interpretare questo linguaggio può migliorare enormemente la collaborazione nei team e la relazione con i clienti

Energia e produttività

Spesso si sottovaluta l’impatto che il benessere fisico ha sulla performance lavorativa. Fatica, tensione muscolare, posture scorrette: tutto questo si riflette sulla nostra capacità di concentrarci e di lavorare efficacemente.

Reintrodurre il corpo nelle organizzazioni

Ma come possiamo riportare il corpo al centro della vita professionale? Ecco alcune idee:

  • Incoraggiare il movimento: Pause attive, postazioni di lavoro flessibili, meeting in piedi o camminando. Muoversi non è solo una questione di salute fisica: stimola anche la creatività e la chiarezza mentale.
  • Allenare la consapevolezza corporea: Tecniche come il mindfulness, lo yoga o il body scanning possono aiutare le persone a riconnettersi con il proprio corpo e a gestire meglio lo stress.
  • Promuovere una leadership “incarnata”: Come sottolinea Arawana Hayashi, autrice e praticante del Social Presencing Theater, i leader possono imparare a essere più presenti e autentici proprio attraverso il corpo, utilizzandolo come strumento per percepire il sistema in cui operano.
  • Creare spazi che rispettino il corpo: Gli ambienti di lavoro non dovrebbero essere solo funzionali alla mente, ma anche accoglienti per il corpo: luce naturale, sedute ergonomiche, spazi per il relax e il movimento.

Un cambio di paradigma

Riconoscere l’importanza del corpo nelle organizzazioni non significa abbandonare la mente, ma integrarla in una visione più completa e olistica dell’essere umano. Il corpo non è un intralcio alla produttività, ma un alleato fondamentale per il benessere e la performance.

Come ci ricordano Damasio e altri pensatori contemporanei, la mente non può funzionare senza il corpo. È tempo che anche il mondo del lavoro ne prenda atto e inizi a valorizzare questa connessione. Forse non siamo solo “pensatori” al lavoro, ma esseri completi che, attraverso il corpo, possono scoprire nuove possibilità di crescere ed innovare

Irene Morrione
Irene Morrione
Irene Morrione, Founder di Into the change, appassionata divulgatrice di un pensiero controcorrente sui temi di sviluppo professionale e organizzativo. Autrice di numerosi articoli scientifici e del libro “La leadership sinergica” edito da FrancoAngeli nel 2022. Dal 2025 è Linkedin Top Voice

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