fbpx

Elogio del disequilibrio creativo

Disequilibrio creativo

Quando un team perde il suo equilibrio si apre lo spazio della trasformazione 

di Irene Morrione

Una maestra di tango di grande spessore una volta mi disse che è nel momento di pausa tra un movimento e l’altro, in cui spesso in una coppia di ballerini possono avvenire delle perdite di equilibrio, che nasce e si crea il passo successivo

L’ARMONIA ARTIFICIOSA

Nelle attività di team-coaching mi capita spesso di osservare come apparentemente tutto sembri essere in armonia: le persone vanno d’accordo, si procede con un buon ritmo verso gli obiettivi desiderati, la performance è di un livello medio. Osservando più da vicino però, con una presenza maggiore, noto ad esempio alcuni non verbali delle persone che celano dissenso o dissapori inespressi. Superficialmente tutto sembra essere in equilibrio, ma sotto il pelo dell’acqua ci sono forti correnti non visibili

È questa la situazione che chiamo armonia artificiosa, una apparente serenità che in realtà nasconde paura di vivere i conflitti, esprimere il dissenso e in alcuni casi anche le proprie idee, è in questa situazione che attraverso il coaching iniziano ad emergere proprio tali elementi. A quel punto inevitabilmente il gruppo va incontro ad un disequilibrio rispetto alla situazione precedente, proprio come avviene in alcuni passi di tango, dove uno dei due ballerini o addirittura la coppia perdono il loro baricentro. 

Finta armonia

IL DISEQUILIBRIO CREATIVO

Una delle abilità del coach è quella di stare in questo spazio di disequilibrio, dove le persone iniziano a parlarsi  in modo più esplicito, ad esprimere il proprio malcontento e dissapori e ad entrare finalmente in conflitto esprimendo così ognuno la propria unicità. Questo disequilibrio può essere molto faticoso da vivere, in alcuni momenti ai membri del team potrà sembrare come un peggioramento del clima e potrà avere un impatto negativo sulla performance del gruppo. 

È quello che io chiamo il disequilibrio creativo, perché è in questo spazio faticoso che iniziano a nascere nuove idee: nuovi modi di stare insieme e nuove relazioni. La rottura dell’armonia, seppur faticosa da vivere, porta nella nostra esperienza sempre qualcosa di nuovo e interessante da esplorare, nessun reale miglioramento è possibile senza questa rottura. 

La rottura dell’armonia può essere anche determinata da fattori esterni quali ad esempio un grande fallimento, un progetto che doveva esserci e non è entrato, un grande effort che non ha portato ai risultati desiderati o anche la fuoriuscita inaspettata di membri del team.  

ESSERE PRESENTI NEL QUI ED ORA

Stare nel qui ed ora

Questo disequilibrio creatosi rappresenta un’opportunità: quella di innovare. Ma affinché questo avvenga è necessario stare in quel disequilibrio e non cercare di fuggire da esso. In questo gioca un ruolo fondamentale il leader e la sua capacità di essere nel qui ed ora, con le cose così come sono, invece di desiderare di essere altrove in una situazione idealizzata. 

È proprio il leader con la sua centratura e la sua accoglienza dell’altro e della vita, nell’errore, nel fallimento e nel conflitto, che determina la capacità di tutto il team di vivere la situazione di disequilibrio creativo. Naturalmente questo passa dall’allenamento che il leader ha fatto su se stesso nell’accettare i propri fallimenti, i propri conflitti, i propri disequilibri. Un buon allenamento concreto per il leader è quello di ripercorre nella sua vita le situazioni di disequilibrio e osservare come queste abbiano inevitabilmente portato qualcosa di nuovo e interessante. Possono essere situazioni professionali, ma anche personali. 

Il più grande insegnante in tema di disequilibrio è il nostro corpo, che è perfettamente in grado, senza che noi ce ne accorgiamo, di perdere e trovare costantemente nuovi equilibri. Imparare a stare nel proprio corpo è un aspetto che non si nomina mai nei corsi di leadership, ma che ci può insegnare tanto rispetto alla nostra capacità innata di distruggere e creare nuovi equilibri.



Lascia un commento