Giovedì 11 Aprile 2024

Feedback: correre una maratona senza aver fatto un solo giorno di allenamento

Recentemente, un cliente mi raccontava dello sforzo e dell’investimento fatti nella sua azienda per formalizzare la pratica del feedback nei processi di gestione delle performance. Hanno organizzato corsi, intrapreso azioni di sensibilizzazione e comunicazione sull’importanza del feedback, integrandolo nel processo di valutazione delle persone. 

Tuttavia, il clima aziendale è segnato da una marcata paura di esprimere dissenso e da un pensiero dominante ancorato alla forza del ruolo e della gerarchia, difficile da erodere. In sintesi, manca la sicurezza psicologica che Emy Edmondson definisce come il “il sentirsi ok nel non essere ok” (esprimere dissenso, dubbi, idee controcorrente, ammettere errori e difficoltà).

Senza un autentico clima di sicurezza psicologica, il feedback diventa una pratica non solo inutile, ma anche  potenzialmente dannosa. Nella migliore delle ipotesi, quest’attività è percepita come un puro adempimento burocratico, le valutazioni non sono genuine e non si crea un vero dialogo tra le persone, ma solo il disbrigarsi di un obbligo formale. 

Nel peggiore dei casi, il momento formale di scambio del feedback diventa uno sfogatoio di giudizi e rancori che le persone non hanno potuto esprimere altrimenti, mancando un reale clima di sicurezza psicologica. Dunque al termine dello scambio la relazione ne uscirà con tutta probabilità impoverita, se non addirittura ulteriormente danneggiata.

Chiedere alle persone di fornire feedback in un ambiente che non promuove la sicurezza psicologica è come costringerle a correre una maratona senza aver fatto un minuto di allenamento: ci si fa molto male. Pertanto andrebbero invertiti i termini del problema. Il tema non è imparare a darsi un feedback e “costringere” le persone a farlo, quanto creare un ambiente in cui le persone si sentano a loro agio nell’esprimersi liberamente, anche su temi scomodi, alimentando un naturale e continuo dialogo tra le persone senza codificare e processualizzare un aspetto che, dove c’è sicurezza psicologica, è del tutto spontaneo.

 La responsabilità di creare questo clima spetta ai leader, l’acqua fresca viene dall’altro, o per dirla in maniera più colorita, il pesce puzza della testa. Creare sicurezza psicologica non è gratis e richiede impegno costante da parte dei leader: serve intenzione e attenzione: l’intenzione di voler veramente portare un cambiamento culturale nella propria azienda e l’attenzione costante affinché questo avvenga.



Irene Morrione
Irene Morrione
Irene Morrione, Founder di Into the change, appassionata divulgatrice di un pensiero controcorrente sui temi di sviluppo professionale e organizzativo. Autrice di numerosi articoli scientifici e del libro “La leadership sinergica” edito da FrancoAngeli nel 2022. Dal 2025 è Linkedin Top Voice

Rimaniamo in
contatto

Ogni mese ti mandiamo “ONDA” la newsletter per i naviganti della complessità, dell’imprevisto e della trasformazione.




    Continua la lettura

    3 mesi fa

    Oltre la leadership situazionale: perché oggi serve leadership adattiva

    Per anni la leadership situazionale di Ken Blanchard e Paul Hersey è stata uno dei modelli più utilizzati nella formazione manageriale. Ed è comprensibile. L’idea è semplice, intuitiva, rassicurante: il leader...
    Leggi l'articolo
    5 mesi fa

    L’eccellenza non è un valore, ma un risultato… e a volte è una trappola

    Negli ultimi anni ho lavorato con molti team, manager e organizzazioni ossessionate dall’eccellenza , tanto da inserirla nella loro carta dei valori (cosa che sconsigliamo di fare quando siamo noi...
    Leggi l'articolo
    5 mesi fa

    L’empatia è una scelta competitiva

    Ricerche recenti che sintetizzano decine di studi accademici mostrano che la leadership empatica non è solo un fatto “buono da avere”, ma è associata a effetti concreti su più livelli:...
    Leggi l'articolo
    7 mesi fa

    Equità, trasparenza e cultura organizzativa

    Fino a qualche anno fa, parlare di stipendi in azienda era quasi un tabù. Nel 2026, invece, sarà sempre più un indicatore di maturità organizzativa. Equità, trasparenza retributiva e cultura organizzativa...
    Leggi l'articolo
    8 mesi fa

    Ogni feedback è una dichiarazione d’amore (o di potere)

    Nel suo celebre articolo su Harvard Business Review, Marcus Buckingham ha affermato che “il feedback spesso danneggia le performance anziché migliorarle”. Perché? Perché molte volte non parliamo del comportamento dell’altro,...
    Leggi l'articolo
    8 mesi fa

    Leadership è ciò che accade dopo l’assolo

    Chi ha ascoltato dal vivo Keith Jarrett lo sa. Non è l’assolo a colpire di più. È ciò che accade subito dopo. Quel momento sospeso, in cui il pianista resta...
    Leggi l'articolo
    9 mesi fa

    La leadership non è scegliere un lato. È saper reggere la tensione tra gli opposti.

    Per molto tempo abbiamo raccontato la leadership come l’arte della decisione netta: scegliere una direzione, escludere il resto, ridurre la complessità. In contesti stabili funzionava, oggi molto meno. Le organizzazioni contemporanee...
    Leggi l'articolo