Lunedì 23 Gennaio 2023

TOO LATE: quando il talento è già andato 

Riconoscere e valorizzare il talento prima che sia troppo tardi. 

di Irene Morrione

È normale che in questo periodo, in cui il fenomeno della Great Resignation sta mettendo in seria difficoltà molte organizzazioni, i responsabili delle risorse umane e i vertici aziendali si interroghino su come valorizzare e trattenere i talenti all’interno della propria organizzazione. 

Il problema è che questo avviene troppo tardi, spesso a seguito di dolorose fuoriuscite.

Il processo di riconoscimento, sviluppo e valorizzazione dei talenti è un processo che deve essere strutturato e implementato in maniera costante all’interno dell’organizzazione. La tendenza che osserviamo invece è spesso quella di “mettere una toppa”, dunque pensare ad azioni puntuali che possano gratificare le persone, quali benefit, aumenti di stipendio, incentive o attività formative, con l’idea del tutto ingiustificata che questo abbia un impatto sul loro desiderio di rimanere in azienda. 

Ciò che invece è necessario, in questo momento in cui i lavoratori hanno aumentato il livello di consapevolezza dei propri bisogni e del proprio valore, è diffondere all’interno delle organizzazioni una cultura del talento che permei non solo i processi come ad esempio le progressioni di carriera o le valutazioni di performace, ma soprattuto la mente dei leader… 

È proprio vero che le persone non lasciano le aziende, ma lasciano i loro capi. Secondo uno studio di Gallup più dell’85% dei talenti abbandona le organizzazioni per problemi relativi alla relazione con il proprio capo, sono quindi i leader che si rivelano inadeguati nella valorizzazione e nel trattenere gli alti potenziali all’interno delle organizzazioni.  

trattenere talenti in azienda

Ciò di cui abbiamo bisogno è un nuovo umanesimo, dove la persona con le proprie passioni, aspirazioni e competenze uniche, venga di nuovo messa al centro della vita organizzativa. Leader in grado di conoscere e riconoscere le unicità e le passioni delle persone, possono creare ambienti di lavoro nutrienti e sereni, dove ognuno è in grado di esprimere al meglio le proprie potenzialità. 

In questo modo non saranno 100€ al mese in più in busta paga o un girono di smartworing in più a settimana a portare un talento alla decisione di non abbandonare la propria azienda, se una persona si sente compresa e sente che il proprio contributo è unico, valorizzato e indispensabile all’interno dell’azienda azienda; se si trova a lavorare in un team dove vige la sicurezza psicologica e dove quindi può portare le proprie idee ed esprimere i proprio potenziale creativo non avrà nessun motivo, nessuna spinta a guardarsi intorno per trovare qualcosa di meglio.

Passare da interventi spot rivolti agli alti potenziali alla creazione di una cultura del talento è la chiave per trattenere le persone di valore all’interno della propria organizzazione. Questo richiede indubbiamente un investimento di energie e di risorse che sia costante e prolungato nel tempo. Ma sopratutto mettere in piedi dei processi di gestione e sviluppo dei talenti che siano pienamente condivisi all’interno dell’organizzazione. 

Se viceversa si pensa di poter agire a posteriori con premi ed incentivi, probabilmente sarà troppo tardi, too late

Irene Morrione
Irene Morrione
Irene Morrione, Founder di Into the change, appassionata divulgatrice di un pensiero controcorrente sui temi di sviluppo professionale e organizzativo. Autrice di numerosi articoli scientifici e del libro “La leadership sinergica” edito da FrancoAngeli nel 2022. Dal 2025 è Linkedin Top Voice

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