Un CEO illuminato una volta mi disse: “Io metto in piedi squadre di persone migliori di me.” Una frase semplice, ma per certi versi rivoluzionaria.
Nel mondo aziendale infatti, spesso assistiamo a manager che riempiono le loro agende di impegni invece di lasciarsi il tempo per pensare e sentire, cercano gratificazioni personali piuttosto che valorizzare la squadra e si circondano di “yes men” per nutrire il proprio ego invece che essere sfidati . Ma la vera leadership non si misura con il numero di impegni in agenda o con l’autorità esercitata, bensì con la capacità di abilitare il successo altrui.
L’illusione dell’onnipotenza manageriale
Molti leader temono di essere messi in ombra da collaboratori brillanti. Preferiscono circondarsi di persone che non li sfidano, che confermano le loro decisioni senza obiezioni. Ma questa scelta, dettata dall’ego, limita l’innovazione e la crescita dell’organizzazione.
Come sottolinea un articolo del World Economic Forum, i migliori CEO sono quelli che si circondano di team di leadership forti, riconoscendo i propri limiti e valorizzando le competenze altrui .
L’intelligenza dell’anima secondo Cucinelli
Brunello Cucinelli parla di “intelligenza dell’anima”, un concetto che va oltre le competenze tecniche e abbraccia valori come l’empatia, la compassione e la consapevolezza. Secondo Cucinelli, questa intelligenza è fondamentale per guidare le aziende in modo etico e umano.
In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale, riscoprire l’intelligenza dell’anima significa riportare al centro l’essere umano, con le sue emozioni, i suoi valori e la sua capacità di creare relazioni autentiche.
L’importanza dell’intelligenza spirituale
La spiritual intelligence (SI) è la capacità di attingere a risorse interiori per guidare le proprie azioni con saggezza e compassione. Studi recenti mostrano che la SI contribuisce significativamente all’efficacia della leadership, influenzando positivamente la fiducia, l’etica e il benessere organizzativo .
Incorporare la SI nella leadership significa riconoscere che il successo non si misura solo con i risultati finanziari, ma anche con l’impatto positivo sulle persone e sulla società.
Per essere leader efficaci nel mondo di oggi, è necessario andare oltre l’ego e abbracciare un’intelligenza più profonda, che valorizzi le persone, promuova l’etica e favorisca un ambiente di lavoro sano e collaborativo.
Non servono proclami, team building estremi e stratosferici programmi di welfare. Il benessere in azienda è in mano ai leader e hanno imparato ad agire per espandere l’anima piuttosto he nutrire l’ego.


