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L’erba “Voglio” cresce solo nel giardino del Re!

Come utilizzare la propria volontà per fare scelte e azioni congrue anche quando il contesto è totalmente incongruo.

Oggi, se la vita fosse un video gioco, saremmo passati dal livello VUCA al livello COVID. 

Qual è la competenza che un Leader centrato e saggio utilizza per se stesso e nel lavoro col team, in presenza o in digitale?

La psicosintesi di Assagioli definisce la volontà una metafunzione, un super-potere, diciamo noi, che l’essere umano possiede per scegliere come prendere le proprie decisioni per ottenere risultati eccellenti, nella vita professionale e privata.

In questo momento di grande incertezza in cui ogni scenario cambia in continuazione, occorrono nuove competenze per affrontare sfide che richiedono azioni efficaci, a medio e a lungo braccio. 

Capiamo tutti che l’agire, oggi, ha un peso un po’ più specifico rispetto a momenti storici più stabili. Quando una decisione diventa azione concreta, genera sempre una trasformazione: gli effetti di questo processo sono visibili nel breve, medio e lungo termine, per fortuna o ahimè.

Come posso migliorare la qualità e – come spesso ci chiedete durante i percorsi di coaching – la velocità delle mie decisioni?

Allenando il muscolo della volontà. 

Il Leader ha volontà o è volontà? Avere o essere?

Avere volontà significa saper ascoltare quella voce interiore che guida, oltre le motivazioni mentali, oltre le emozioni forti e oltre gli impulsi momentanei, a fare la scelta migliore in un dato momento. È qualcosa di cui tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo fatto esperienza.

Essere volontà è più complesso, un traguardo per pochi. 

Nel senso che la possibilità di essere volontà appartiene a tutti gli esseri umani, ma solo alcuni sanno davvero utilizzare questa metafunzione. L’esperienza di ritrovarsi in prigione o in un campo di concentramento e sentirsi comunque liberi di scegliere come starci e come utilizzare al meglio quell’esperienza, – questo hanno fatto Roberto Assagioli, Viktor Frankl e Nelson Mandela – può essere un chiaro esempio di ciò che stiamo dicendo.

Essere volontà significa saper utilizzare la propria energia personale per attivare e far muovere le proprie risorse affinché venga raggiunto lo scopo prefissato.  

Cosa succede quando capisco che non solo ho volontà ma che sono anche volontà?

Quando si scopre di essere volontà si percepisce di avere il potere di realizzare cambiamenti significativi e duraturi dentro e fuori di sé, nel proprio team e in azienda, facendo le scelte migliori nel qui e ora. 

Fermiamoci un attimo. Se non è ancora tutto chiaro ti capiamo.

Facciamo un esempio specifico e concreto. Se scomodiamo Steven Covey e riprendiamo il concetto di sfere di potere, sappiamo che ci sono cose che non possiamo cambiare (out of control), come la pandemia in corso, le restrizioni imposte e gli obblighi derivanti dai DPCM. Sapendo come avere ed essere volontà ogni Leader può scegliere cosa fare in modo che la sua vita professionale e personale sia la migliore possibile e può guidare collaboratori e familiari a fare lo stesso.  Ad esempio, ora più di prima è importante che io scelga come voglio utilizzare il telefono (sfera di potere) negli orari extra lavoro. Se riesco a fare questo, cosa cambia nella mia vita? E in quella della mia famiglia? E quale sarà il mio atteggiamento verso una persona cara o un collega che ancora questa scelta non l’ha fatta? Qui siamo in quella che Covey definisce sfera di influenza.

Quanti di voi, quando lavorano con un coach, hanno come obiettivo essere un Leader capace di influenzare?

Sapere di essere volontà rende sempre liberi e responsabili di scegliere e di agire coerentemente con ciò che veramente nutre il proprio cuore e dà senso e significato al proprio agire e tutto questo dà un senso di confidenza, sicurezza, gioia, interezza e centratura.  

Come accompagniamo i Leader ad avere e ad essere volontà?

Prima fase: scoprire i passaggi per conoscere e riconoscere la volontà dentro di sé.

Seconda fase: si lavora sull’as is, cioè su come il Leader attiva la sua volontà e su come la utilizza per intervenire sul proprio processo decisionale e sul best do. In questa parte di allenamento diventa molto potente il lavoro in group coaching per arricchire e arricchirsi, attraverso gli spunti reciproci che il gruppo di leader offre e prende.  

Terza fase: ci si focalizza sullo strumento che il Leader ha a disposizione per cambiare profondamente la qualità delle proprie decisioni: l’atto di volontà e gli step – consequenziali e interdipendenti – di cui si compone.

Alla fine di questo processo il Leader saggio è consapevole di possedere la competenza della volontà, di poterla utilizzare al meglio e sa come farlo in modo efficace. 

Tutto chiaro adesso? Facciamo un test! 

Scegli un obiettivo che vuoi raggiungere a breve (terminare un progetto, iscriverti a un corso, dare feedback a un collega…). Ora poniti queste domande e valuta il diverso effetto che hanno su di te:


Prima domanda: rispetto a questo obiettivo cosa devo fare accadere entro una settimana? 

Seconda domanda: rispetto a questo obiettivo cosa posso fare accadere entro una settimana? 

Terza domanda: rispetto a questo obiettivo cosa voglio fare accadere entro una settimana?

Come stai? 

E cosa hai notato?

Probabilmente ti sarai accorto che il devo ti mette in una posizione passiva, sia che tu lo dica a te stesso, sia che altri lo dicano a te. 

Il posso apre uno spazio di possibilità, di scelta, di opportunità. 

Il voglio esprime la scelta autentica, la decisione migliore, coerente e di valore per se stessi.

Volere è potere. Il seme è piantato. Il giardino fiorirà.

Lunga vita al Re!

Camilla Rovelli e Nancy Agnese Zoda 

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